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Animator / Russianecho.net / 2006

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http://www.russianecho.net/libri/animator.asp

"Animator", di Andrej Volos
ed. Frassinelli, pagg. 274, 16 euro.
Potrebbe sembrare di primo acchito un romanzo di fantascienza. In realtà, è ambientato in un futuro prossimo, talmente prossimo da confondersi terribilmente con la realtà di oggi, forse solo un poco peggiore. Volos si limita a inventarsi un nuovo mestiere, quello dell'"animator", una selezionata schiera di uomini dotati di tanta immaginazione dal riuscire a trasferire in un prisma di cristallo un qualcosa dell'anima dei defunti che hanno davanti a loro, un effetto di luminescenza che durerà in eterno: una dote, la loro, ma anche un business e, per certi versi, una condanna. Detto questo, è la Russia che circonda le vicende di Barmin, l'Animator, la vera protagonista: un paese prigioniero di un incubo vissuto con rassegnato fatalismo, schiacciato dall'incapacità di accettare la sua molteplice identità razziale, preda di un terrorismo islamico cieco e sanguinario, in cui bombe scoppiano nella metropolitana e sugli autobus e i teatri diventano scenari di sanguinosi tentativi di fare degli ostaggi una merce di scambio, mentre le forze di polizia corrotte e altrettanto violente, diventano, in qualche modo, complici dei loro nemici. Il ricordo del Dubrovka e della strage di Beslan è troppo fresco per non pensare che questi episodi abbiano ispirato Volos nel costruire la Mosca del suo romanzo, i conflitti etnici che la sconvolgono. Le storie dei personaggi, aguzzini o vittime che siano, si intrecciano abilmente per tutto il corso del libro, portando infine in dote al lettore un finale amaro...