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Marina Palej - Klemens, www.labottegadihamlin.it, 10/06/2011 (Italian)

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http://www.labottegadihamlin.it/letteratura/389-marina-palej-klemens.html

Marina Palej - Klemens

Pubblicato da Voland nella collana "Amazzoni" – tradizionalmente riservata ad autrici femminili dalla scrittura audace e sferzante, «che mira al cuore e al cervello dei lettori» – il romanzo Klemens della pietroburghese Marina Palej assomiglia a una doccia fredda, a un pugno in pieno stomaco che sulle prime lascia il lettore basito, vagamente confuso.

Perché la scrittura della Palej, pur riprendendo a tratti uno stile letterario classico (un flusso di coscienza isterico e disturbante, che rende appieno lo stato d'animo del protagonista), in realtà rompe con ogni tradizione: fortemente simbolica, inarrestabile come un fiume e dall'architettura minuziosamente perfetta come la tela di un ragno, la narrazione ben presto cattura il lettore in un universo parallelo, quello di un giovane traduttore pietroburghese, Mike, scomparso nel nulla. Dietro di sé ha lasciato un manoscritto e diversi buchi negli specchi di casa. Continuando la lettura, tuttavia, ben presto si smette di domandarsi che fine ha fatto Mike per entrare per l'appunto nella mente di Mike, in quel caotico groviglio di astio e passione, indifferenza e cattiveria, dove su tutto, incontrastato, domina l'amore per Klemens, giovane e stralunato tedesco cui il protagonista e la sua famiglia affittano una stanza durante il suo breve soggiorno pietroburghese.

Scopriamo così la tenacia della passione di Mike, il suo lento ma inesorabile cronicizzarsi e deteriorasi sino a diventare ossessione, disperazione e nevrosi.

Klemens è un romanzo profondamente inquieto, tragico e teso, che tuttavia conosce momenti di profondo sarcasmo, pagine e pagine di divertentissima e crudele invettiva – memorabile quella contro la moglie – che riesce a essere insieme leggera e profonda, dimostrando la non comune capacità introspettiva dell'autrice.

Protagonista indiscusso dell'opera è anche il caso, quella volontà irrazionale e dispettosa che gli uomini non possono contrastare in alcun modo; numerosi inoltre i riferimenti letterari, storici e, non da ultimo, filosofici: uno su tutti Sartre, il cui pensiero è sapientemente diluito tra le pagine del romanzo.

L'amore tra due uomini, dunque, passa decisamente in secondo piano rispetto all'esigenze del protagonista di vivere una relazione "vera", di riuscire a catturare l'essenza profonda e reale dell'altro, di dare un senso, una parvenza di ordine alla profonda insensatezza di un mondo che ci spinge gli uni contro gli altri nostro malgrado, seguendo presunte forze superiori (un governo, una lingua, una nazionalità) altrettanto assurde e irrazionali.

A coronare il tutto, una struttura narrativa che come un concerto permette all'autrice di spaziare liberamente tra tematiche, stili e voci narranti diverse, permettendo ai lettori di leggere più libri in uno solo, mille storie in una sola.